Logo OttimoraOttimora

Home / Articoli / Inventario IT: la base di ogni audit sensato

Inventario IT: la base di ogni audit sensato

Apparati, servizi, licenze e responsabilità: perché un inventario aggiornato è il primo passo di qualunque valutazione dell'infrastruttura.

Tecnico che registra etichette di apparati in un locale tecnico

Ogni audit dell'infrastruttura parte dalla stessa domanda: che cosa c'è, esattamente? Può sembrare scontato, ma in molte organizzazioni la risposta è distribuita tra fogli di calcolo datati, appunti dei tecnici e la memoria di chi c'era quando è stato installato un certo server.

Che cosa deve contenere un inventario utile

Non serve la completezza assoluta fin dal primo giorno. Servono pochi campi, mantenuti vivi: nome e funzione dell'elemento, posizione fisica o logica, versione e data di fine supporto, responsabile, dipendenze principali, scadenza di licenze e certificati.

Le dipendenze contano più dell'elenco

Un elenco di server dice poco. Uno schema che mostra quali servizi dipendono da quali altri permette invece di capire l'effetto di un guasto o di un aggiornamento. È la parte che richiede più lavoro e che produce il maggior valore decisionale.

Mantenerlo aggiornato senza fatica

  • legare l'aggiornamento dell'inventario alla procedura di modifica: nessun cambiamento è chiuso se non è registrato;
  • automatizzare dove possibile la raccolta di versioni e stato;
  • rivedere l'intero registro a scadenza fissa, per esempio ogni sei mesi.

Il primo risultato di un inventario ben fatto è quasi sempre lo stesso: emergono sistemi dimenticati, ancora attivi e senza un responsabile.

Con questa base l'audit può concentrarsi sulla valutazione e non sulla ricerca delle informazioni, riducendo tempi e incertezza.

Altri articoli